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Giornata Mondiale dell’autismo 2021: favorire l’inclusione sociale e sostenere le famiglie

Giornata Mondiale dell’autismo 2021: favorire l’inclusione sociale e sostenere le famiglie

  • April 2, 2021
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Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo, istituita dall’ONU nel 2007 al fine di favorire l’inclusione sociale e lo sviluppo di politiche sanitarie adeguate per le persone soggette a questa condizione

In tutto il mondo oggi si celebrano iniziative di sensibilizzazione sui diritti delle persone affette da disturbi dello spettro autistico, in occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo. Nel nostro Paese, per fare un esempio, la facciata di Palazzo Chigi resterà colorata di blu per tutta la giornata. L’intento è quello di ribadire la necessità di sviluppare politiche di inclusione sociale e di supporto alle famiglie.

Sebbene non vi siano ancora dati epidemiologici ufficiali, si stima che in Italia siano oltre 500 mila i soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico. Questa condizione, che influisce sullo sviluppo cerebrale e  provoca difficoltà comunicative e nelle interazioni sociali, non è sinonimo di ridotte facoltà mentali. Tuttavia, condiziona pesantemente la vita delle persone che colpisce.

Le persone con autismo vedono, percepiscono e raccontano il mondo in maniera differente, caratterizzata da modelli ripetitivi di interessi, comportamenti e attività. I sintomi sono molto diversi da persona a persona e sono variabili nel corso del tempo. Chi è affetto da autismo ha pertanto esigenze particolari sia negli della prima infanzia, sia durante il periodo di formazione e poi in quello dell’inserimento nel mondo del lavoro.

La Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo mira proprio a incentivare l’inclusione sociale e le iniziative di sostegno a favore delle persone coinvolte e delle loro famiglie. Quest’anno oltretutto si arricchisce di un significato ancor maggiore, dal momento che le restrizioni sociali per contrastare la pandemia da Covid hanno avuto ripercussioni addirittura più pesanti per questi soggetti. In molti casi il periodo di forzato confinamento ha determinato in loro una chiusura ancora maggiore ed una regressione dei progressi compiuti. Rimane pertanto necessario rimanere al fianco di chi convive con questo disturbo e le persone a loro vicine, per garantire pari possibilità e una buona qualità della vita.

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